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Per il Portale di via dei Laghi
Soprintendenza e Amministrazione di Ciampino


STANNO ASPETTANDO I COMODI DELLA PROPRIETÀ

Dopo aver dimostrato tutta la loro ignavia nel lasciar crollare il Portale di via dei Laghi, pur essendo stati messi sull’avviso con molto anticipo dai cittadini del possibile collasso della struttura, a SETTE MESI DAL CROLLO (era la notte del 28 aprile di quest’anno), Soprintendenza ai BB.AA. ed Amministrazione di Ciampino NON STANNO MUOVENDO UN DITO.

Il Portale oggi, a sette mesi dal crollo

Là dove c’era un prezioso portale del Seicento continuano a rimanere in terra ai bordi della strada un cumulo di macerie. Non è stata effettuata l’anastilosi dei frammenti, né messi in salvo dalle intemperie e da malintenzionati. E può essere imminente l’ulteriore crollo del pilastro del portale che rimane ancora in piedi.
Gli esperti dicono che ormai c’è poco tempo per tentare un recupero ed un restauro efficace: se i frammenti rimarranno in terra con i freddi invernali il peperino si rischia di non recuperarlo.

La cattedra del Restauro di Roma Tre del professor Zampilli, che ha effettuato un sopralluogo con i suoi studenti, si è detta disponibile per tutto il supporto tecnico che l’intervento richiede.

Là dove c’era un prezioso portale del Seicento continuano a rimanere in terra ai bordi della strada un cumulo di macerie. Non è stata effettuata l’anastilosi dei frammenti, né messi in salvo dalle intemperie e da malintenzionati. E può essere imminente l’ulteriore crollo del pilastro del portale che rimane ancora in piedi.

Gli esperti dicono che ormai c’è poco tempo per tentare un recupero ed un restauro efficace: se i frammenti rimarranno in terra con i freddi invernali il peperino si rischia di non recuperarlo.

La cattedra del Restauro di Roma Tre del professor Zampilli, che ha effettuato un sopralluogo con i suoi studenti, si è detta disponibile per tutto il supporto tecnico che l’intervento richiede.

IN QUESTA SITUAZIONE L’UNICA AZIONE SERIA NON PUÒ CHE ESSERE L’INTERVENTO DELLA SOPRINTENDENZA ED IN SUA VECE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, IN DANNO, ALMENO PER QUANTO RIGUARDA L’ANASTILOSI E LA MESSA IN CUSTODIA DEI FRAMMENTI. OGNI ALTRA TERGIVERSAZIONE AL RIGUARDO TESTIMONIEREBBE SOLO LA NON VOLONTÀ DI RECUPERARE UN BENE PREZIOSO CHE A PAROLE TUTTI RIMPIANGONO.
Mancando anche questo atto minimo, sarà legittimo per chiunque chiedersi se c’è solo ignavia. E chiedere alla Magistratura di verificarlo.

L'articolo
21 Novembre 2011, La Redazione di Colibrì