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mese fa, in un intervento pubblicato su questo sito e che ancora
si può leggere nel nostro archivio evidenziavamo l’aggressiva
e preoccupante e non ostacolata dinamica insediativa lungo il
bordo settentrionale di Valle Marciana, quello ciampinese.
Si tratta, nel complesso, di edifici abusivi costruiti a pochi
metri dall’alveo del fosso dell’Acqua Mariana (l’area
è rappresentata nella mappa
1).
A differenza dei controllori, gli abusivi agiscono velocemente e
nelle fotografie (foto1
e foto2)
mostriamo quanto realizzato ultimamente lungo via della Mola Cavona
- anzi, la documentazione andrebbe aggiornata con la struttura di
un nuovo capannone -; il tutto, nel caso fosse difficile da identificare,
presso il civico 53.
Questo lasciar correre, quando non determinato volontariamente,
produce i soliti esiti.
E’ il caso della Mola Cavona:
Ve la presentiamo in una foto del 2002 (foto3),
quando, adottata dalle scolaresche del comune, venne riconosciuta
monumento d’interesse per l’amministrazione. Il suo stato odierno
immaginatevelo guardando la foto4:
è dietro cartelloni, mucchi di calcinacci e rovi.
E’ il caso, questo paradigmatico, dei pochi resti della villa
romana della Pignola. Da decenni la vigna aveva ceduto il posto
alla zona industriale di viale Kennedy – via R. Bianchi Bandinelli
(ironia della sorte uno dei più grandi archeologi italiani),
e i ruderi erano finiti confinati entro un’aiuola spartitraffico.
Si trattava di alcuni conglomerati in opus caemeticium
- scheda
1.04 di pag.41 e 42 della “Guida al patrimonio archeologico
del Comune di Ciampino” - ma il disinteresse e l’insormontabile
difficoltà amministrativa nel mettere un semplice pannello didattico
per segnalarne la presenza, magari ripulirli qualche volta da
immondizie ed erbacce ha fatto sì che, scambiati per moderni
blocchi di cemento, siano stati pochi giorni fa sbriciolati
dal martello pneumatico (foto5).
Addio.
Colibrì
www.ciampinonet.it
23 novembre 2006
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