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Bellezze nel Park Güell





Bellezze nel Park Güell











Bellezze nel Park Güell

Il Park Güell,
da Città Giardino

a patrimonio UNESCO dell’Umanità

Il Park Güell occupa 15 ettari di un luogo privilegiato della città di Barcellona, dove stava il Can Muntaner de Dalt, una proprietà rurale che nel 1899 fu acquistata da Eusebi Güell, con l’intenzione di costruire una Città Giardino, in sintonia con la tendenza urbanistica europea del momento. L’anno prima Haward aveva pubblicato a Londra la prima edizione del suo “Domani: la via pacifica della vera riforma”, che nel 1902 con la seconda edizione intitolò "Garden cities of tomorrow".
Güell incaricò Antoni Gaudi del progetto di una città destinata alle classi ricche (il termine castigliano acomodadas forse rende meglio l’idea). Buon amico del grande artista, Güell fu anche il suo grande mecenate e lo sostenne riuscendo sempre ad accettare le sue esigenze artistiche, anche le più ardite, anche quelle che determinavano troppo spesso l’incompiutezza delle sue opere fantastiche.
La Città Giardino voluta da Güell e fantasticata da Gaudi non vide mai la luce, ma questa volta non dipese dal suo progettista.

Nel 1909 la Spagna fu colpita da una gravissima crisi che non fu soltanto economica. Il paese fu scosso da una vera e propria crisi psicologica all’indomani della perdita delle sue ultime colonie: le Filippine e Cuba. Quattro mesi di guerra con gli Stati Uniti furono sufficienti a mettere la Spagna di fronte ad una realtà che da troppo tempo negava a se stessa. Il ruolo di grande potenza mondiale svolto negli ultimi quattro secoli era definitivamente chiuso.
Inutile dire che la disponibilità a spendere per dimostrare il proprio status non fu in quel periodo l’esigenza più pressante per la borghesia commerciale di Barcellona che dal traffico con le ultime colonie che passava per il grande porto della città, traeva molta parte delle proprie ricchezze. E fu questa la vera causa del fallimento commerciale del progetto Güell.

Quello che sarebbe potuto nascere dalle fantasticherie di Gaudi possiamo solo intravederlo nelle costruzioni che furono realizzate fino al 1914 anno in cui il progetto fu definitivamente abbandonato. E lo possiamo ancora godere grazie all’acquisto dell’intera area che fece nel 1918 il comune di Barcellona che lo trasformò in quello che conosciamo come il Park Güell, parco pubblico dichiarato dall’Unesco bene pubblico del patrimonio mondiale.

Sì, queste righe hanno la pretesa esplicita di fare da spot pubblicitario per la splendida Barcellona e per il suo fantastico Gaudi, e raccomandare di non perdere un viaggio che merita.
Ma vorrebbe essere anche l’occasione per una breve riflessione su quegli incredibili anni tra la fine dell’Ottocento e la prima decade del Novecento. Come non soffermarsi sul fatto che mentre i Piemontesi a Roma ci regalavano il quartiere Prati ed amenità similari, Gaudi costruiva la sua Barcellona e la inseriva tra le città moderniste europee. E che il modernismo italiano di fatto si riduce alla Palermo dei Florio. Quei Florio che furono affondati dall’ottusità di uno Stato che non riusciva a far affluire i suoi generosi aiuti economici al di là della pianura Padana.
Ed un polo economico importantissimo nel cuore del Mediterraneo, che aveva già inserito la sua città a pieno titolo nel circuito culturale europeo, che avrebbe potuto dare un impulso determinante a tutto il Sud e far svolgere proprio nel Mediterraneo a tutta la Nazione un ruolo ben più importante di quello che ha avuto per tutto il Novecento, fu soffocato nella culla.

Ma ancora meriterebbe una piccola riflessione il fatto che in anni ben lontani da quelli attuali della globalizzazione, la circolazione delle idee aveva in realtà la velocità del vento. La realizzazione di Città Giardino si tentarono in brevissimo tempo in tutta Europa e nel mondo.
Chissà se si sentivano in cuor loro dei piccoli Eusebi Güell anche il Gr. Uff. comm. Alfredo Mazza ed il cav. Tito Gattoni, Presidente e Segretario della Cooperativa Colli Parioli, quando il 14 dicembre 1916 si ritrovarono a firmare in via delle Botteghe Oscure, nelle stanze nobiliari di Palazzo Caetani, il contratto di acquisto dagli Eredi Colonna dei primi undici ettari dei terreni “in vocabolo Ciampino nuovo” per la realizzazione della Città Giardino di Ciampino.

Ma questa è sicuramente un’altra storia.


Luigi Zuzzi
4 novembre 2006


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