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CICLOFFICINE: ANDARE IN BICI A CIAMPINO


  • realizzazione nell’area urbana di una viabilità espressamente riservata alle biciclette,
  • messa in sicurezza delle piste ciclabili esistenti, dei marciapiedi e degli attraversamenti pedonali;
  • riqualificazione e messa in sicurezza dei sottopassi pedonali;
  • aumento delle rastrelliere per biciclette;
  • realizzazione di una zona pedonale al centro cittadino da attuarsi nei giorni festivi;
  • realizzazione di percorsi protetti intorno alle scuole del territorio;
  • realizzazione di percorsi pedonali nei quartieri periferici, per favorire la sicurezza pedonale.

Da dove è tratto questo bel vademecum? Da qualche onirico scritto dei soliti estremisti del pedale? Da qualche indefesso sostenitore della ciclabilità urbana? No!
È tratto dal magnifico programma elettorale del 2006 del sindaco Perandini, per il quale è stato eletto. Magari qualcuno l’avrà votato anche per quello che ha letto nel programma. Di sicuro è stato sottoscritto dai partiti che lo sostengono: lista Perandini, DS, Verdi, Italia dei Valori, Rifondazione, Margherita, Rosa nel pugno.
Che c’è scritto prima di quei punti? Ovvio: che l’amministrazione comunale si impegnerà per la loro realizzazione (capitolo 8 Sicurezza, viabilità e mobilità del programma elettorale, paragrafo Viabilità ciclo-pedonale).

Che bello, straordinario, eccezionale… nei prossimi mesi potremo andare in bici, lasciare le macchine e scorrazzare nelle isole pedonali. Sappiamo che alle nostre spalle lavora in silenzio un plotone di amministratori che hanno dei compiti tecnici molto ben definiti:
il sindaco Perandini, prima di tutto, ma anche
Simone Lupi, assessore all’attuazione del programma del sindaco,
Carlo Verini, assessore alla salute,
Antonio Letteratis, assessore ai lavori pubblici,
Antonio Malavolta, assessore all’ambiente,
Mauro Testa, assessore alla viabilità,
Domenico Ciotti, assessore alla qualità dei servizi,
Anna Perinelli, assessore ai tempi della città,
Cosimo Grillo, consigliere delegato allo sport,
questo solo per citare gli amministratori più direttamente interessati, che immaginiamo incessantemente dediti al bene collettivo.

Nel resto del mondo che fanno? Purtroppo per loro, cose non paragonabili. C’è un movimento che si batte per le ciclofficine.


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La bicicletta come mezzo di trasporto, l'auto-riparazione, il riciclaggio, la coscienza critica e viva, nelle varie forme in cui essa naturalmente evolve. Questo rappresenta una ciclofficina.


Che cos’è una ciclofficina
A Roma ce ne sono diverse: Macchia Rossa, Don Chishiotte, Centrale, nel sito www.ciclofficina.org sono raccolti i link ai siti di tutte le ciclofficine italiane presenti in rete.
Sempre in rete si possono consultare questi altri siti: www.rotafixa.org sito dei ciclisti metropolitani, cultori della bici a rapporto fisso e senza freni; www.romapedala.splinder.com appuntamenti; www.romebikeforum.org alcune parti in inglese, altre in italiano; www.biciurbana.org percorsi a Roma.
Nelle ciclofficine si riparano e riciclano biciclette, ma sono anche dei centri di promozione di un altro modo di pensare e agire, in cui si condividono i saperi e si fa autoformazione per arrivare ad una pratica quotidiana che ripensi drasticamente le strade delle nostre città, sempre più dominate dalle automobili e sempre più devastate dall'inquinamento.
Si fa massa critica e si propone un diverso modo di spostarsi, ma anche di vivere e pensare se stessi. Basta dare un’occhiata ai siti, da cui sono tratte parti delle note sottostanti.


Che cos’è la Critical Mass
“Noi non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico”.
Lascerò la macchina e userò la bicicletta quando non ci sarà più inquinamento.
Non ci sarà più inquinamento quando lascerò la macchina e userò la bicicletta.

Sostanzialmente Critical Mass viene usualmente chiamata la CM (o meglio la ciemme) quindi una grandissima Critical Mass la abbiamo amichevolmente chimata la CIEMMONA.
La Critical Mass è un evento internazionale che si tiene in più di 400 città del mondo, avviene ogni ultimo venerdì del mese quando i ciclisti, spontaneamente, vanno in massa a percorrere le strade delle loro città normalmente occupate dalle automobili.
Critical Mass si concentra sul diritto di utilizzare le strade in modo altro che non semplici luoghi dove far circolare ed ammassare le automobili. Punta anche l'attenzione sul deteriorarsi della qualità della vita, a partire dai livelli di inquinamento dell'aria e dell'inquinamento acustico, che i mezzi a motore creano nelle città.
Critical Mass avviene in molte città del mondo ed è sempre diversa stante le differenze del numero dei partecipanti da una città all'altra, le leggi sul traffico e la risposta della polizia e degli automobilisti.
Critical Mass è un’idea, un evento, un'attitudine... non ha leader, non ha un’organizzazione... semplicemente Critical Mass è fatta da chi partecipa alla pedalata, non c'è un volantino da dare, ma ognuno cerca di produrre il proprio da distribuire lungo il percorso, improvvisato e mai prestabilito, della Critical Mass. Per notizie sulle Critical Mass di tutto il mondo consulta World Wide Critical Mass Hub che prova ad essere la risorsa più aggiornata riguardo al movimento ed anche How to Start a Critical Mass Ride per chi vuole capire come iniziare nella propria città.
Come funziona Critical Mass? Ci si incontra in una piazza ad una data ed un’ora predeterminate (a Roma l'appuntamento è a Piramide alle 18 l'ultimo venerdì del mese) e si decide lì per lì, durante la pedalata, dove andare.
Si parte pedalando tranquillamente in mezzo alla strada costringendo le macchine ad andare alla nostra velocità, 10 ciclisti affiancati bastano per coprire la larghezza della strada.Per evitare problemi con la polizia non ci sono organizzatori ufficiali né percorsi pianificati. Critical Mass funziona perché non è la classica manifestazione anti-questo o anti-quello, ma una dimostrazione attiva e immediata di come la città è più vivibile se rinunciamo alla dipendenza dalla Cultura dell’Auto.Massa Critica è molto più divertente che non marciare in fila ripetendo slogan dopo slogan.

La Critical Mass è aperta a tutti: non solo ai ciclisti. Sono benvenuti pattinatori, skaters, monopattini, pedoni...
Il percorso di massima viene definito in mailing-list e durante la riunione informale prima della partenza. Variazioni possono essere apportate dal gruppo di testa per ragioni di viabilità o di psicogeografia. Il gruppo di testa è sempre estemporaneo e cambia continuamente durante il percorso: se si hanno idee di percorso si propongono durante il tragitto.
In linea di massima si evita di insistere troppo su strade ad alta viabilità e si prevedono anche passaggi all'interno di isole pedonali.
Si mantiene un comportamento corretto con gli automobilisti: si spiegano le motivazioni (magari con volantini) e si usa l'ironia. Se un automobilista è particolarmente iroso si evitano ulteriori discussioni e lo si lascia passare in sicurezza. Il nostro nemico sono le automobili e non gli automobilisti.
Il gruppo si mantiene il più possibile compatto: chi è davanti ricordi che non tutti i partecipanti sono ciclisti professionisti, chi è dietro cerchi sempre di ricucire le “fughe!. La compattezza del gruppo rende chiara l'iniziativa e l’inutilità del sorpasso di un singolo ciclista.
Si cerca di rispettare la segnaletica stradale, ma non a prezzo di spezzare il gruppo
Si lasciano sempre passare i mezzi di soccorso con le sirene accese.
Non si invadono le corsi preferenziali riservate ai mezzi pubblici.
Si cerca sempre di lasciar passare gli autobus e di essere comprensivi con i taxi. La vivibilità delle città passa per un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici che quindi non vanno penalizzati.
In caso di incidente stradale si evitano assembramenti. Restano sul posto il ciclista colpito e un paio di testimoni per la constatazione dei danni e l’eventuale ricorso ai vigili urbani. Il gruppo aspetta il tempo necessario per capire l’evolversi della situazione accostando poco più avanti. Solo se è chiaro ed evidente che non ci saranno problemi ulteriori per il ciclista incidentato si riprende la corsa, lasciando sul posto il ciclista e i testimoni...
In caso di problemi con la polizia si resta in “massa” evitando iniziative personali
La Critical Mass è colorata: l'uso di cartelli, maschere, palloncini, campanelli, strumenti musicali, fumogeni, dischi volanti e altro è altamente consigliato.
Non esistono volantini ufficiali. L'unico volantino ufficiale è quello che puoi fare tu...

Critical Mass è un evento che si tiene ogni ultimo venerdì del mese in sempre più città del mondo 434, secondo il sito www.critical-mass.org che vede la pacifica invasione delle strade da parte di chi usa quotidianamente la propria bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. Una “coincidenza spontanea” il cui unico tratto comune è la convinzione di un necessario ribaltamento della fruizione dello spazio, del tempo e dell'aria delle nostre città. Massa critica – in fisica la soglia quantitativa minima oltre la quale si ottiene un mutamento qualitativo - in città è la cacciata temporanea delle automobili dalle strade, una breve interruzione del flusso di trasporti privati che dimostra come le città possano tornare ad essere vissute da umani e non da macchine; è la scelta di decrescere, di limitare al massimo i consumi inutili e nocivi. Questo cambiamento qualitativo può essere reso possibile dallo spostarsi in bicicletta o con i mezzi pubblici.
Non è mai troppo tardi per capire che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro modello di sviluppo urbanistico, che oggi si manifesta soprattutto come inquinamento dell'aria, un inquinamento dovuto principalmente al trasporto privato. Il nostro modo quotidiano di vivere e di spostarci è responsabile di migliaia di casi di tumore, oltre ad essere uno dei protagonisti principali del riscaldamento globale. L'inquinamento nelle nostre città non è altro che lo specchio dell'inquinamento del Pianeta, così come lo sviluppo urbanistico è lo specchio dello sviluppo economico. Uno sviluppo economico che si rivela insostenibile e non tanto in termini di qualità della vita, ma proprio in termini di vita stessa: uno sviluppo economico che sta distruggendo la possibilità stessa della continuazione della vita umana attraverso l'avvelenamento e l'esaurimento delle risorse primarie della Terra: aria, terra, acqua.
Questo fatto è unanimemente accettato dalla comunità scientifica. Soltanto una censura sociale, politica e mediatica ci impedisce di prendere coscienza di questo disastro e di fare qualcosa per impedirlo, iniziando a consumare di meno, ad inquinare di meno e a cambiare i nostri stili di vita. L'economia che manda avanti questo pianeta non è l'unica possibile, e anzi è la più dannosa mai sperimentata. Donne e uomini possono vivere meglio con meno. Scegliere la quantità per la qualità implica sempre un miglioramento, in tutti gli aspetti della nostra vita.
Continuando così, a questo ritmo di “sviluppo”, tra pochi anni (50? 100?) su questo pianeta la vita umana sarà impossibile. Questo è il problema più grande che l'umanità abbia mai dovuto affrontare nella propria storia. Cosa possiamo fare? Tutto è ancora possibile, e da qualche parte bisogna iniziare a impegnarsi, a cambiare il nostro modo quotidiano di vivere, per decrescere e vivere meglio: noi, qui ed ora, ci rifiutiamo di inquinare per spostarci: scegliamo la bicicletta, o i nostri piedi, o i mezzi pubblici. Una piccola risposta a questi grandi problemi può nascere adesso, qui ed ora.

Ma a Ciampino siamo molto più avanti…

4 giugno 2007
Roberto sinibaldi
Associazione Colibrì
www.ciampinonet.it


 
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