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Un ragionamento analogo
a quello fatto per Mura dei Francesi (l'area attraversata dalla
strada che conduce alla meta diviene più importante della meta stessa
e finisce per usurparne il nome) può farsi con la zona di Ciampino
nota come "Morena": in realtà Morena*
si situa nella zona al di là dei confini comunali che oggi si estende
intorno all'asse della "strada di bonifica n° 62, I tratto",
progettata ed appaltata nel 1915 nell'ambito delle opere di Bonifica
dell'Agro Romano, realizzata con grandi difficoltà**
nel periodo della I guerra e finalmente completata nel 1920 come
si legge in una targa posta sulla facciata frontestrada della casa
cantoniera d'angolo tra la strada medesima e la via Anagnina: è
la "via della stazione di Ciampino" nel tratto del comune
di Roma e la "via di Morena" nel tratto ciampinese***:
ma anche in questo caso finisce per usurpare il toponimo della "meta"e
dà il nome di Morena all'area ciampinese circostante anche se se
la deve battere con un toponimo veramente "blasonato" come quello
di "Ciampino Vecchio": blasonato perché
è sicuramente quello che più di altri dà conto di quanto è accaduto
su questo territorio negli ultimi 150 anni: era il 1° agosto del
1859 quando venivano inaugurati i primi tre edifici dell'intero
territorio comunale ciampinese se si escludono i Casali del '600
della zona di via dei laghi/ Mura dei Francesi, (costruiti sulle
fondamenta di ville romane). Erano i due "casini"dove stavano gli
uffici ed i piccoli magazzini nonché i ricoveri del personale di
servizio e un terzo edificio che serviva da comodo ricovero per
i viaggiatori oltre all'immancabile grande serbatoio dell'acqua:
era tutta lì la
prima stazione ferroviaria di Ciampino; nessuna
strada la collegava e a vista d'occhio tutto intorno a se si estendeva
l'intera campagna romana: a Sud-Ovest in lontananza il profilo dei
pini e dei ruderi dell'Appia Antica con i suoi tramonti infuocati
e da Est a Sud-Est, bellissimi, i Castelli Romani.
Una Stazione da cui nessun viaggiatore scendeva e nessun viaggiatore
saliva. Si sostava. Si attendeva che il passaggio dei treni
in arrivo da Frascati o da Ceprano, sgombrando i binari unici
delle due linee ferrate che proprio lì confluivano, consentisse
di proseguire in sicurezza verso la meta prescelta.
Una Stazione divenuta ben presto "Vecchia" dovendola
spostare nel 1892 per sopravvenute necessità tecniche legate
al passaggio della nuova linea per Napoli, quella che oggi conosciamo
come la Roma-Napoli via Cassino. E quindi la zona circostante
divenne "Ciampino Vecchio" contrapposto alla … "Ciampino Nuovo"
toponimo mai entrato nel linguaggio dei ciampinesi****,
ma che si legge nei contratti di acquisto dai Colonna da parte
della Colli Parioli delle aree, site a lato della nuova stazione,
su cui la cooperativa cercò di costruire la sua "Città Giardino".
Luigi
Zuzzi
15 gennaio 2007
*
Il
nome è attestato per la prima volta nel sec. IX come “MORENICO”;
il Tomassetti lo fa risalire ad un certo QUINTUS POMPEIUS MURENA
di cui si rinvenne un’epigrafe nella zona del Tuscolo; altri
invece ad un personaggio della Gens Licinia che nel I secolo
a.C. era noto per la sua abilità nella costruzione di allevamenti
di pesci pregiati e nella loro gestione.
** I
lavori dovevano concludersi in 15 mesi, ma il tratto dall’Appia
alla stazione fu consegnato il primo marzo 1918: era la prima
strada che collegava la stazione, fino ad allora in piena campagna;
ci vollero altri due anni per la consegna del tratto fino all’Anagnina.
Particolarmente interessante per la storia di Ciampino è la
relazione dell’imprenditore che ha costruito la medesima strada,
presentata il 3 gennaio 1922 a consuntivo della realizzazione,
per chiedere integrazioni economiche per le spese affrontate
nei cinque anni di costruzione dell’opera, dove evidenzia …le
difficoltà di approvvigionamento di mano d’opera … data
la località deserta e malarica… gli operai ciò sapendo non vollero
assolutamente alloggiare sul posto, nonostante che l’impresa
avesse preso in affitto dei locali nell’unico casale nei dintorni
ed avesse preparato apposite baracche … gli operai pretesero
di continuare ad abitare a Roma e di andare e tornare mattina
e sera col tram…
***
Il
primo tronco della 62 collegava l’Appia all’altezza dell’attuale
via di Fioranello (che nel primo tratto si chiama tuttora “via
dell’Aeroscalo”), con l’Anagnina, costeggiando il “nuovo Aeroscalo”
arrivando in linea retta all’entrata della “nuova Stazione ferroviaria
di Ciampino”(l’ultimo tratto è l’attuale via S. Francesco d’Assisi),
proseguendo sul tracciato dell’attuale via del Lavoro, e superando
all’altezza degli attuali ponti di Morena le linee ferroviarie:
quella della linea dei Castelli (l’attuale fs Roma-Albano) l’attraversava
a raso all’altezza dell’attuale via S. Luigi Gonzaga.
**** E
non a caso: si debbono tener ben presente le date; la nuova
stazione si realizza nel 1892, le lottizzazioni dell’anello
centrale iniziano quindi quasi trent’anni dopo e per gli allora
rarissimi ciampinesi (154 secondo il censimento del 1921) quella
zona non era affatto nuova: era solo l’unica Ciampino esistente!
Fonti d’Archivio e Bibliografia
ACS ( Archivio Centrale dello Stato), fondo bonifica - M.A.F.,
Dir. Gen. bonifica e colonizzazione, Lazio, Maremma, Umbria,
1915-1956
ADNR (Archivio Distrettuale Notarile di Roma) Atti compravendita
Eredi Colonna/Colli Parioli, Eredi Colonna/Coniugi Muratori,
Coniugi Muratori/Colli Parioli e relative procure, 1916-1918.
STEFANO DEL LUNGO (a cura di) La Toponomastica Archeologica
della Roma 1996, Regione LazioAss.to Cultura Provincia di Roma
vol. II p. 140
ADRIANO RUGGERI, “Monsignor Ciampini ed il Comune di Ciampino
dal nome del personaggio a quello del luogo” in I Quaderni della
Biblioteca I (2005)
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