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I COSTI DELLA POLITICA

dall’Europa passando per Ciampino

Ormai non passa giorno che gli organi di informazione non si interessino al problema: quanto costa la politica? Notoriamente i politici italiani sono i più pagati d’Europa, con cifre mensili che molto spesso una persona normale percepisce in un anno di lavoro! Una volta sollevando questo problema si era tacciati di qualunquismo, ora prevale la trasparenza e la condanna pubblica di certi meccanismi.


Alcuni dati

Europarlamentari: nel periodo 1999-2003 gli italiani sono stati i più assenteisti (56% di presenze contro l’82% dei tedeschi); secondo l’Herald Tribune gli europarlamentari italiani incassano molto più di 100.000 euro l’anno, visto che per legge le indennità equivale a quella dei rispettivi parlamentari nazionali (a Malta un parlamentare percepisce 600 euro al mese, in Germania 6.800); dati al 2004.
La lista dei benefit, assistenze, gratuità è impressionante, non dissimile da quella riservata ai parlamentari italiani.

Parlamentari: il rimando è alla Puntata del 16 settembre 2003 della trasmissione Rai, Report, Uno stipendio onorevole. Le cifre risultano forse un po’ datate, ma il senso è attualissimo. Si può valutare che un parlamentare attualmente viaggi oltre i 10.000 euro al mese, escluse le numerose prebende di cui usufruisce.

Consiglieri regionali: percepiscono circa 9.000 euro al mese, esclusi i benefit e gratuità, meno numerose rispetto ai parlamentari, ma comunque esistenti. La Giunta Storace approvò, poco prima delle ultime elezioni regionali del 2005, l’innalzamento del numero dei consiglieri regionali del Lazio, da 60 a 70. Ciascuno di questi consiglieri ha a disposizione, con una specifica e regolare previsione di bilancio, 350.000 euro l’anno per finanziamenti personalizzati (di cui 100 mila da destinare ad associazioni attive sul territorio e 250 mila per i lavori pubblici). Totale 25 milioni di euro l’anno per l’argent de poche dei consiglieri.

Il clima generale
Sui giornali si legge di una riduzione, un giro di vite per tagliare i costi. Il Quirinale risparmia: cancellati concerti e cene di gala; sono proposti tagli a Enti, Istituti, Comunità Montane, Province, Comuni… “Si è parlato di riduzione del numero dei consiglieri dei componenti delle giunte comunali e provinciali e delle relative indennità” (Primi tagli a comuni e province il 15 giugno il ddl del governo, la Repubblica, 24 maggio 2007, pag. 6). Soru in Sardegna riduce le auto blu, il Consiglio regionale del Veneto si appresta ad eliminare, per il futuro, le spese relative ai funerali (!) dei politici regionali. Ognuno fa quel che può, o come nel caso del Veneto, cerca di dare l’impressione di fare qualcosa.

A Ciampino che succede?
Ci siamo presi la briga di chiamarci “città”, ma da noi queste notizie sembra non arrivino, come se fossimo un piccolo comunello isolato nelle montagne. Tutto questo ribollire di proposte non pare aver cambiato un granché lo spirito della politica.
Mentre il Consiglio Comunale dibatte per un’intera serata sulla richiesta di alcuni consiglieri di avere i parcheggi gratis , perché loro sono politici, l’Azienda Speciale Pluriservizi (ASP) continua ad essere amministrata da nove consiglieri (l’AMA di Roma, che conta quasi diecimila dipendenti, di consiglieri ne ha tre). La Giunta comunale è presidiata da ben dieci assessori (ma di che si occupano esattamente?) più un consigliere delegato. Una folla! Nei decenni precedenti il Comune di Ciampino è stato sempre amministrato da sei assessori. Forse un segnale arriverà dalla riduzione del numero dei partecipanti al Consiglio di Amministrazione dell’ASP (tutti di rigidissima provenienza politica), che sarebbe previsto per legge. Per quanto riguarda il numero dei politici, di cui pullulano giunta, commissioni e altri organi istituzionali, sarà ben difficile ottenere una riduzione, la gemmazione dei partiti rende necessario moltiplicare il numero delle postazioni (poltroncine) da cui si presidiano le istituzioni.

I costi della politica
Ma i costi della politica non sono solo quelli delle indennità, dei benefit e delle auto blu, no! Questi sono i costi accessori. I costi veri sono quelli che discendono dal primato della politica rispetto agli obiettivi amministrativi. In altre parole è più importante chi fa politica rispetto a quale politica si sceglie di fare. La moltiplicazione degli assessori, come a Ciampino, rende meno incisiva l’azione operativa dell’amministrazione stessa, più faticoso il percorso per raggiungere qualsiasi decisione, meno efficace la scelta delle persone che devono governare. Gli assessori, per esempio, stanno lì perché in genere sono quelli indicati dai partiti, e non quelli che ha scelto il sindaco tra i più competenti nella materia che è loro affidata.
Il risultato è che i costi della politica, oltre alle prebende a cui pure qualcuno anela, sono pagati dai cittadini in termini di limitazione della capacità di realizzare una azione di governo efficace ed incisiva. Gli esempi, per rimanere a Ciampino, non mancano: la questione dell’Igdo è un caso esemplare. Non abbiamo ancora una proposta, una sola ipotesi di intervento e questo è salutato da parte del sindaco come una manifestazione di disponibilità assoluta a tutto. Forse sì, se fossimo nelle prime settimane del suo mandato, ora appare come un’incapacità a trovare soluzioni. Per quanto riguarda l’ASP la musica è la stessa, basti dire che, tra le altre cose, gestisce dodici farmacie e il Presidente dichiara candidamente che sono in passivo.



28 maggio 2007
Roberto Sinibaldi
Associazione Colibrì
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